giovedì 30 ottobre 2014

Ischia: un'Emozione in viaggio

Food Blog Awards 2014.
E io ci sono. Vincitrice con il mio blog nella categoria "Sweet-Food"

Questo è il Viaggio di un’Emozione.

Parto con il mio bagaglio di pensieri, istinto e battiti del cuore alla volta di quest’isola che tra squarci di cielo impetuosi, orizzonti stesi al sole e incontro di volti scriverà insieme a me l'intinerario emotivo di questo viaggio.


Prendo appunti imprigionandoli dentro lo sguardo, mentre ingoio il paesaggio e i suoi dettagli attraverso la mia macchina fotografica, "ascolto" frasi che appaiono indelebili tra le dita delle mie mani, lì, dove le poso, accarezzando una pietra di millenni,


accarezzando la foglia di una pianta che assorbe l’acqua del cielo per liberare il calore del sole,



Là dove stringo una mano in un saluto di una persona appena incontrata o di una invece riconosciuta.
E’ un incontro questo viaggio, tra la passione di una Vita, un luogo, persone appassionate ed altre, come me, con le ricette scritte sul cuore.

Nasce un diario.

E al mattino girovago con i mie pensieri tra le rughe dei pescatori al porto.
Dove l'odore del pesce si respira insieme al brusio della gente accorsa al molo dove,
insieme alle barche, attraccano le aspettative del popolo del mare.










E girovago con il mio "occhio-reflex" al collo tra muri scrostati che sanno di sale e migliaia di anni mentre sussurrano di gesta e uomini.




E girovago con la mia emozione tra gli odori di un luogo che non conoscevo ma cerco di riconoscere.
E girovago ascoltando l'eco della Storia dentro un vaso,


la voce roca di un cancello arrugginito,



il canto di una nuvola sul mare.


E girovago impigliando pensieri e immagini in una rete di pescatori, adagiata all’alba a riposare.


E scrivo. Scrivo alla sera, rientrando nella mia camera in hotel, sui miei quadernetti ormai sgualciti ( dalle giornate passate arruffati nella mia borsa), le frasi, i sapori, i profumi, gli odori, i volti, i gesti, i colori, gli incontri.

E mi commuovo.

E cerco. Cerco una parte di me. Quella parte bambina. Quella che faceva le torte per imparare a farle e che ora, adulta-bambina, sembra esserci quasi riuscita, tanto da meritare un premio come questo. Ed è quella la bambina che ha pianto nel leggere la notizia dei nomi vincitori e ora tace, stupita, nei suoi vestiti inzuccherati, nell’ascoltare il mare che accompagna questa sua gioia raccontandole cosa sia la Vita in un’isola.
E naufragano qui le mie emozioni. Tutte insieme. Onda impetuosa che s’infrange nella dorata realtà della sabbia. E’ un camminare tra passato e presente, in questo luogo.
E’ arrivare con la valigia in cui da bambina, alla rinfusa, buttavo sconforto, sogni, risate e determinazione.
Ora, riaprendo qui quella valigia, con cura e molto affetto dispiego ogni cosa: ricordi, soddisfazioni, lacrime, profumi, e sorrido con indulgenza a quella bimba che mi guarda commossa.
Ritrovo ogni più piccola sensazione. Ritrovo ogni parte di me, puzzle di sogni.

C’è una luce qui. Che avvolge e dilata ogni cosa, fino a incastonarla nel cuore, fino ad accecare ogni altra sensazione, fino a diventare uno dei ricordi nitidi e vivi appena socchiudo gli occhi pensando ad Ischia.


C’è una luce qui che investe la terra e l’azzurro. Che circonda. Che urla. Che ama.




Qualsiasi cosa possiate setacciare con lo sguardo e ricomporre in un’immagine saranno Bagliori.
Perché Ischia un’isola di Luce. E le mura, gli archi, l’acqua, l’orizzonte, i fiori, gli agrumi la divorano per poi rigettarla in un’unica folgore come fossero adornati da miriadi di pietre preziose.






Ci sono sapori qui, un amore per la cucina e la materia prima che traducono l’estasi del palato con semplicità d’eccellenza. Senza nascondere. Senza confondere. Senza mentire.
Semplice esaltazione di un olio, di un insaccato, di un vegetale, di un vino, di un mollusco.










Qui ci sono persone. Persone che tra i gesti hanno Ischia e il cuore. Pescatori. Chef. Musici. Ristoratori. Albergatori. Marinai.
Gli entusiasti Rossella e Massimo di "Malvarosa Edizioni" ( ideatori del Premio e senza i quali non sarebbe stato possibile vivere una simile esperienza ) che ci hanno ospitato presso il "Central Park Hotel".
L'esuberante e appassionata Valentina e i suoi appassionati genitori del Ristorante "Pietratorcia", profumi e sapori di Ischia, dall'orto alla tavola.
Il Grande Maestro Nino di Costanzo che ci ha accolto nelle sue cucine presso lo splendido "Terme Manzi Hotel" facendoci vivere l'esperienza unica di una cucina stellata Michelin .
La timida e gentile Anna, inseparabile aiuto di Rossella.
Il coinvolgente Leopoldo ( del  Ristorante tipico "da Leopoldo" ).
Il personale attento e professionale del Ristorante "Oasis", dalla raffinata cucina di pesce.
I doni inaspettati e graditi di il "Pastificio di Martino" e "I Fratelli La Bufala",
La professionalità di Gran Gusto e dipuntostudio.
L'immancabile presenza del team di "Imperatore Travel".
E  i "dolci fantasmi" narratori tra le meravigliose ed indimenticabili mura del Castello Aragonese.



Ci sono anche altre persone. Persone che nei gesti hanno il cuore, la cucina, la fotografia:
Noi food-bloggers ( Elisa, Alice,Teresa, Alessia, Rosalia, Federica, Valentina, Rebecka, Chiara, Daniela, Vatineè, Monica, Carlo, ) sbarcati su quest’isola ad incontrare un sogno, ad incontrare noi, a vivere una magia che condivideremo sempre.
Prima di intraprendere il Viaggio di ritorno, ripiego ancora una volta gesti e volti nella mia valigia, e nascondo anche un po’ di quella Luce, lì, tra le immagini che porterò a casa, deposte nell’anima della mia macchina fotografica.

Ischia e l’ospitalità di chi ci ha accolto. Ischia e la traccia lasciata dal mio cuore, lì, sospesa tra un angolo di viottolo,


in equilibrio sull'espressione spiegazzata di un pescatore,


pura sfumatura tra il giallo-verde di un limone in attesa di essere colto,


sguardo nello sguardo con un gabbiano, in un ultimo saluto a questo mare,



 e voce, nell’eco del mio nome pronunciato la sera delle premiazioni che ancora ascolto, incredula, la sera. Grazie.















lunedì 27 ottobre 2014

Rainbow cake

Bambini e torte.
Niente e' più azzeccato.
Dove la fantasia può creare la sua ragion d'essere. Dove l'immaginario e' lecito. Il colore necessario.
Il gusto scelto: un desiderio.
Cosi Elisa mi ha chiesto di "spennellare" di zucchero e glassa la festa di Vittoria, la sua bambina che avrebbe compiuto 4 anni. Elisa è una meravigliosa donna-mamma-food blogger-architetto conosciuta grazie a questa passione comune, ed è stata subito intesa, almeno per me. Quando mi ha chiesto di realizzare la torta per la festa di Vittoria ne sono stata davvero felice, felice nel cuore, intendo.
Vittoria, timida e sfuggente con le persone poco conosciute, allegra, frizzante e piacevolmente entusiasta con le persone a lei più vicine. Vittoria ha scelto un tema bellissimo..: l'arcobaleno.
I colori. Il sogno. La magia.
Come tramutarlo in una torta?
Tantissime idee. l'imperativo restava sempre e comunque il colore e la gradazione.
Ecco allora una "torta-bambina", dove tra soffici nuvole di chantilly emerge un piccolo arcobaleno a celebrare i meravigliosi e luccicanti"4" anni di Vittoria, su un due piani dello stesso diametro di pan di Spagna agrumato , una delicata bagna al lime e due strati di crema pasticciera, il tutto avvolto da ruffles di cioccolato plastico, inevitabilmente nei colori dell'arcobaleno. Ho immaginato Vittoria così come avevo avuto modo di incontrarla. Così come i racconti di sua mamma di piccoli episodi quotidiani me l'hanno descritta diverse volte: innanzitutto sorridente. Dolce. Spiritosa. E curiosa verso i sapori.
E ancora, ho immaginato un suo leggero stupore alla vista della torta questo e' stato il mio modo per poterle augurare a gran voce " Buon Compleanno! "


Ho utilizzato per la prima volta un tipo di cioccolato plastico che mi ha davvero piacevolmente sorpreso, il "Model Chocolate Paste" della Silikomart Diverso dagli altri ad oggi utilizzati. Elastico. Liscio. Morbido. Molto malleabile. Si stende facilmente e in uno spessore piuttosto sottile senza strapparsi. Disponibile gia' pronto in diverse colorazioni e dal piacevole profumo. Davvero di ottima qualità.


RICETTA PAN DI SPAGNA
( per uno stampo di 18 cm di diametro )

- 30 gr di tuorli
- 165 gr di uova intere
- 115 gr di zucchero
- 115 gr di farina 00
- 2 gocce di olio essenziale Bio all'arancia dolce ( lo si trova in erboristeria )
- 2 gocce di olio essenziale al bergamotto ( come sopra )


Forno caldo a 180 gradi. Imburrare e infarinare lo stampo.
Cominciare a sbattere le uova, aggiungere poco alla volta lo zucchero, aumentare gradatamente la velocità. Aggiungere i tuorli e continuare a montare. Il composto sarà pronto quando sarà decisamente aumentato di volume, gonfio, spumoso e di un colore giallo chiaro. Diminuire sensibilmente la velocità e aggiungere poco alla volta gli olii essenziali e la farina. Non lavorare troppo uova e farina, il composto potrebbe perdere volume compromettendone poi la crescita o il pan di Spagna potrebbe risultare duro una volta cotto.
Con una spatola assicurarsi , con movimenti dal basso verso l'alto, che la farina sia stata amalgamata perfettamente. Versare nello stampo e informare per circa 30 minuti. Effettuare sempre la prova stecchino prima di decidere di sospendere o continuare la cottura.


RICETTA CREMA PASTICCIERA

- 6 tuorli di uova medie
- 150 gr di zucchero
- 400 ml di latte fresco intero
- 100 ml di panna fresca
- 30 gr di maizena ( amido di mais )
- 15 gr di amido di riso
- 1 bacca di vaniglia


Mescolare i due amidi.
Tagliare nel senso della lunghezza la bacca di vaniglia. Con la punta del coltellino estrarre i semi.
Portare a bollore il latte e la panna con i semi della bacca di vaniglia ( io non filtro il latte, sia perché la vaniglia rilascia ancora il suo aroma, sia perché amo vedere i semini in una crema indice che non vengono usati aromi chimici. ) Nel frattempo sbattere i tuorli con lo zucchero e aggiungere poco alla volta gli amidi. Mescolare bene. Versare su questo composto 2/3 del latte e panna continuando a mescolare e poi versare il tutto nuovamente nel pentolino insieme al restante latte. Fare addensare. Se si dispone di un termometro per lo zucchero, quando la temperatura della crema raggiungerà gli 84 gradi la crema sarà pronta, ovvero si sarà anche verificata la pastorizzazione dei tuorli. Togliere immediatamente dal fuoco e versare in un contenitore preferibilmente largo e basso per far raffreddare velocemente la crema. Coprire con un foglio di pellicola alimentare a contatto con la superficie della crema stessa per evitare che si formi un'antiestetica pellicina. Una volta intiepidita, conservare in frigo.